quartiere bovisa

Sembra strano pensare a Milano come a una capitale del Cinema. Eppure, alla Bovisa sono ancora visibili le vestigia di un’epoca pionieristica in cui la città fu, insieme a Torino, la culla italiana dei sogni di celluloide. Tra le fabbriche dell’industria chimica e pesante comparve, come divertente eccezione, una fabbrica di sogni ad occhi aperti. Erano i tempi in cui i film in erba non avevano ancora il dono della parola; tempi in cui l’espressività era affidata ai volti e ai gesti che oggi ci sembrano enfatici, comici, sgraziati, ma che allora emozionavano gli spettatori; estasiati e ipnotizzati mentre la colonna sonora, eseguita in diretta, sottolineava i colpi di scena. Oggi sui terreni della Armenia sorgono dei condomini di abitazione residenziale affacciati su un piccolo giardino pubblico. I ciak, il ronzio delle manovelle e gli ordini strillati nel megafono durante le pose sono stati sostituiti dai giochi dei bambini e dai richiami degli adulti. Dietro il portale con le insegne, ancora leggibili, dell’Armenia Films scorre la vita reale e i suoni della quotidianità hanno preso il posto della vita recitata in bianco e nero.

Sembra strano pensare a Milano come a una capitale del Cinema. Eppure, alla Bovisa sono ancora visibili le vestigia di un’epoca pionieristica in cui la città fu, insieme a Torino, la culla italiana dei sogni di celluloide. Tra le fabbriche dell’industria chimica e pesante comparve, come divertente eccezione, una fabbrica di sogni ad occhi aperti. Erano i tempi in cui i film in erba non avevano ancora il dono della parola; tempi in cui l’espressività era affidata ai volti e ai gesti che oggi ci sembrano enfatici, comici, sgraziati, ma che allora emozionavano gli spettatori; estasiati e ipnotizzati mentre la colonna sonora, eseguita in diretta, sottolineava i colpi di scena. Oggi sui terreni della Armenia sorgono dei condomini di abitazione residenziale affacciati su un piccolo giardino pubblico. I ciak, il ronzio delle manovelle e gli ordini strillati nel megafono durante le pose sono stati sostituiti dai giochi dei bambini e dai richiami degli adulti. Dietro il portale con le insegne, ancora leggibili, dell’Armenia Films scorre la vita reale e i suoni della quotidianità hanno preso il posto della vita recitata in bianco e nero.

SOUNDPOSTCARDS

PARCO EX ARMENIA

PARCO SAVARINO

MEDIASCAPES

PARCO EX ARMENIA